|
Testi
Critici
di
Roberto
Suggi Liverani

"L'Intelligenza
Connettiva" 2003
...
il simbolo del nostro nuovo secolo è la rete,
la rete senza centro, nè orbita, nè certezze;
è una connessione infinita di cause ...
(da "Connected Intelligence" 1997 di D.de Kerckhove )
La
frase di D.de Kerckhove è stata giustamente citata da Armando
Santelli, poiché, a mio avviso, rispecchia perfettamente la natura di
internet, un network così grande, asistematico, anarchico ed in
continua ed irregolare espansione, privo di un centro identificabile.
Inoltre essa è rappresentata in modo egregio nell'opera
"Intelligenza connettiva", nella quale, peraltro, Armando
Santelli si impegna nel mettere in mostra la difficoltà della
comunicazione in un'epoca in cui ciascuna forma di comunicazione è
facilitata: egli disegna gli altri individui privi di un volto, tanti ed
indistinguibili, quasi simili, ma in ogni caso coinvolti nella rete e
quindi collocati entro il contesto di ramificazione ferroviaria. La rete
pone le interazioni sociali su un piano diverso da quello tradizionale e
le priva della dimensione mimica, sensuale e percettiva, rendendo tutto
molto freddo, distaccato, come, infatti, è la sistemazione spaziale
degli individui nel quadro: essi sono lontani, isolati, solitari, quasi
alienati, nonostante siano in grado di comunicare con qualsiasi persona
ed in ogni momento. Ancora, egli riesce a mettere in chiaro le nuove
forme d'assoggettamento che la tecnologia induce nei propri fruitori ed
è per questo che è condivisibile la presenza del laccio tra i polsi
della figura centrale e la presenza dell'etichetta, del codice a barre
per dimostrare la fragilità della privacy e la difficoltà di tutelare
questo importante diritto in un contesto tecnologico che facilita il
controllo totale sugli individui, come in una sorta di Big Brother.
Invero, è sicuramente un'opera che mette in risalto il rapporto e la
dialettica tra tecnologia e uomo. Non tutti gli artisti riescono a
posare il loro sguardo su temi così attuali e difficili.

"Audience: Evaeva" (cloneid.com) 2004
..la
televisione è la catena a cui l'uomo
moderno è legato dalla testa ai piedi...
(H. G. Gadamer)
Figura
centrale sdoppiata, uguale e confusa: Armando Santelli presenta
con chiarezza e con il suo vibrante disegno il tema della
clonazione e lo ripropone su di Eva, figura legata al tema delle origini
umane. Quest'opera induce l'osservatore alla riflessione sulle
conseguenze della clonazione: il codice a cifre presente sulle spalle
delle due figure è lo stesso ed è qui che il tema della clonazione
scivola su quello legato al controllo delle attività umane e delle
identità di ciascun individuo. Se clonare può diventare sinonimo di
"controllare", può significare allo stesso tempo perdita
della propria identità come difatti fa presagire la trasparenza delle
due figure centrali annientante nella loro fisicità. L'uomo e la donna
diretti alla fine del tunnel sono condotti, trasportati e dunque
controllati verso un'unica alternativa. Non ci sono altre vie, né
porte. Tutto è indirizzato e fortemente proiettato al centro dell'opera
verso un volto terrificato e surrealista, forse emblema della
consapevolezza di non essere totalmente padroni di se stessi.

"Audience. Spari Tu o Sparo Io ?!" 1998
...
la televisione produce violenza
e la porta in case dove altrimenti
violenza non ci sarebbe ...
(da "Cattiva maestra televisione" 1994, Karl R. Popper)
Se
dieci anni fa il filosofo Karl Popper denunciava la televisione come
"cattiva maestra", oggi, sicuramente, non gli si può dare
torto. Invero, tale tematica trova riscontro empirico e trova anche
Armando Santelli pronto a rappresentare la facilità e il modo diretto
con cui messaggi trasmessi in televisione possono indurre soggetti
deboli a commettere ciò che non avrebbero mai commesso in assenza di
quel particolare input che la televisione trasmette senza alcun filtro.
La vecchia teoria di Watson del "magic bullet" che si studia
in sociologia della comunicazione trova riscontro parziale in questo
problema ed il personaggio centrale e diretto verso
l'osservatore/telespettatore pone quest'ultimo dinanzi ad un bivio, ad
una scelta forzata ed immediata: spari tu o sparo io? In ogni caso non
ci sono uscite, non vi è alternativa e l'impostazione diretta con il
quale la figura centrale si volge allo spettatore non offre alcuna via
d'uscita: il luogo della scena è chiuso, completamente

"IL Bacio di Erika e Omar" 2002
La
televisione cambia radicalmente l'ambiente e dall'ambiente
così brutalmente modificato i bambini traggono i modelli da imitare.
Risultato:stiamo facendo crescere tanti piccoli criminali.
(da "Cattiva maestra televisione" 1994, Karl R. Popper)
Il
caso nazionale di Erika e Omar, che ha scandalizzato per la sua violenza
e brutalità l'Italia intera, può considerarsi come un folle gesto
mosso da individui deboli e complici, complici come in quel bacio
raffigurato nell'opera di Armando Santelli. E se la televisione può
essere cattiva maestra, perché non dovrebbe esserlo anche Internet?
Tale questione è denunciata in quest'opera, nella quale Santelli
assegna un valore preciso alla cornice che racchiude la scena di
complicità e d'amore tra i due: essa è l'interfaccia grafica di un
browser che può paragonarsi alla cornice di una televisione. In tal
caso il browser visualizza una splendida scena d'amore, un bacio
profondo, che fa trapelare nello sfondo con un forte e acceso colore
rosso la violenza e la brutalità dei due ragazzi. Ancora una volta,
attraverso un disegno chiaro e forte, Santelli pone l'osservatore a
riflettere e a chiedersi se ci siano dei limiti alla violenza e se tali
limiti siano continuamente stravolti dai nuovi mezzi di comunicazione.
Roberto
Suggi Liverani
|